A volte capita proprio così, mancavo da Milano da qualche
anno e poi succede che per due fine settimana consecutivi mi ritrovo in questa
città che tanto amo, ma che va presa a piccole dosi.
La scorsa settimana ho corso con “I Cagnacci” la Ekirun – Maratonaa Staffetta , esperienza meravigliosa, (qui di seguito il post con il raccontodella gara), questa settimana invece, complice un pettorale “piovuto dal cielo”
mi trovo sulla linea di partenza di una gara che mi ha sempre affascinato e
alla quale ho sempre desiderato partecipare: la Deejay Ten, di cui ho sentito parlare
mille volte alla radio e dagli amici che l’anno corsa e sinceramente la
curiosità era davvero tanta.
Indeciso fino
all'ultimo se optare per una toccata e fuga in giornata o se concedermi un fine settimana con family al seguito, alla
fine abbiamo optato per questa seconda opzione,
complice anche un corso di Cake Design che si svolgeva proprio a Milano e al
quale la mia dolce metà voleva partecipare.
Sabato turistico con mio figlio Luca, fra villaggio della
Deejay Ten per ritiro pettorale e gadget
e visita al Museo di Leonardo, aperitivo sui navigli e cenetta
nell'hinterland milanese a casa di cugini.
Veniamo alla gara, anche se più che di gara trattasi di un
Evento vero e proprio, che solo una città come Milano poteva Tirar su: 30.000
persone, un mare di maglie azzurre, una festa di sport ma più che altro di aggregazione,
molto social e perfettamente in linea con la realtà quotidiana dei nostri
giorni. Un’organizzazione perfetta nei minimi dettagli, una cosa che fin’ora
avevo visto solo alla Maratona di Parigi: ritiro pettorali, deposito e ritiro
borse, ristoro finale e presidio del percorso …. Un meccanismo che ha
funzionato alla perfezione dal primo all'ultimo minuto; la gara dal punto di
vista agonistico è quasi a zero, il livello tecnico è inesistente, prova ne è
che con 37:09 (qui la traccia su Strava) mi sono piazzato intorno
alla 100 posizione su 30.000 partecipanti: in una gara competitiva sarei stato
circa 2000/2500, però come dicevo prima l’aria che si respira è quella di una
festa, una corsa spensierata grazie alla quale una città abituata a correre a
velocità supersonica rallenta un attimo in quella domenica mattina e il
contorno della radio, per uno come me che è cresciuto con Deejay rappresenta
quel valore aggiunto.
Per quanto riguarda il percorso, la partenza è in Piazza
Duomo e l’arrivo nei pressi del Parco Sempione, percorso molto veloce, se non
fosse per il tratto di pavè nelle battute iniziali, una sola leggera salita per il
resto super piattone, paradossalmente ho corso da solo quasi tutta la gara,
dato che sono riuscito fortunatamente a posizionarmi quasi davanti la linea di partenza,
quindi superati gli atleti più lenti nei primissimi minuti siamo rimasti in pochi
e col passare dei chilometri ci siamo allungati sempre di più, in ultima analisi
sono abbastanza soddisfatto di come ho corso, anche se è mancato quel cambio di
passo che avrei potuto avere se ci fosse stata una maggiore componente
agonistica e magari avrei potuto abbattere il muro dei 37’.
Chiudo comunque in 37’09’’ con la miglior media su una 10 Km ( 3:49), con buone sensazioni e con un
discreto allungo nel finale.











































